30.07.2020 Community

Chi è il padre dell'economia? Adam Smith, naturalmente

Parlare di “economia” può voler dire tante cose, va da sé che un argomento così vasto può avere significati e applicazioni del tutto differenti tra loro. 

Quando si parla di prestiti tra persone, o social lending, si devono tenere in considerazione moltissime regole, norme e principi economici.

Ecco perché è bene avere qualche nozione generale su questo tema. Ad esempio, sapete chi è il padre dell’economia?

 

ADAM SMITH, IL PADRE DELL’ECONOMIA, IDENTIKIT

Non tutti sanno che filosofia ed economia sono discipline legate l’una all’altra: come si può studiare economia senza avere nozioni di filosofia sociale e morale? Questo è stato il ragionamento attuato da Adam Smith (1723-1790), quando gettò le basi dell’economia classica.

Adam Smith è stato definito, da molti, il padre dell’economia perché fu il primo a scrivere un’opera completa in cui spiegava come determinare la ricchezza delle nazioni e mostrava quali fossero le politiche economiche più appropriate per promuovere la crescita e lo sviluppo nazionale. 

È grazie al suo lavoro, che oggi milioni di decisioni economiche vengono prese in totale autonomia e armonia con il mercato.

 

COME POSSIAMO RIASSUMERE IL SUO PENSIERO?

Come abbiamo detto, prima di essere un economista, Adam Smith fu un filosofo, una caratteristica che gli ha permesso di analizzare il comportamento sociale e umano associato a questioni economiche e finanziarie. 

Possiamo quindi riassumere il suo pensiero in tre punti salienti.

L’agire umano è sempre (o quasi sempre) mosso da impulsi egoistici e individualistici. A differenza di quello che si potrebbe pensare, questo non è un fattore negativo, perché permette di instaurare una sorta di competizione che porta al miglioramento dei propri prodotti o servizi. 

Prendendo le parole di Smith, capiamo subito che “non è certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse”.

Ecco che si delinea un interesse collettivo, che può essere ottenuto perseguendo quello personale. L’efficienza collettiva è quindi necessaria perché il mercato sia in armonia.

Tutto funziona alla perfezione all’interno di un mercato concorrenziale, a patto che questo venga opportunamente regolato. Infatti, il mercato, per poter funzionare deve essere corredato da un cornice giuridica e istituzionale adeguata. Quindi, è necessario che i diversi Stati intervengano con fermezza per quanto riguarda le decisioni economiche.

Arriviamo ora all’ultimo caposaldo delle teorie di Smith, la teoria del valore. 

Attribuire un valore ad un bene è molto difficile, anche oggi non è semplice spiegare il valore di scambio, eppure capirne il funzionamento e il principio di base è fondamentale.

Dopotutto: prestare, ricevere, restituire sono azioni che richiedono l’aver compreso la teoria del valore. Altrimenti, una delle due parti si sentirebbe in costante debito o credito. Come funziona? Smith la spiega in modo molto semplice ed efficace:

Le cose che hanno maggior valore d’uso hanno spesso poco o nessun valore di scambio”. È il caso dell’acqua, che tutti utilizziamo, ma con cui nessuno comprerà nulla. 

Al contrario, “un diamante ha difficilmente valore d’uso, ma in cambio di esso si può ottenere una grandissima quantità di altri beni”.

 

PERCHÉ È IMPORTANTE CONOSCERE LA STORIA

Conoscere qualche nozione storica è importante, non solo per avere una cultura generale di fondo che permette di approcciarsi coscientemente all’economia, ma anche per comprendere i principi di base che regolano il mercato.

Come si può parlare di social lending e della sua evoluzione, se prima non parliamo di come è nata l’economia e di quali sono le sue basi?

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