13.08.2020 Community

Social Lending, cosa significa?

Quando si entra in ambito economico sembra di entrare in un mondo parallelo, in cui si parla una lingua diversa dalla nostra e, ammettiamolo, non sempre comprensibile.

 

Se avete dei problemi con la terminologia specifica, non preoccupatevi perché la nostra rubrica “Il Dizionario Prestiamoci” è pensata appositamente per spiegare nel modo più semplice possibile, alcuni termini del nostro settore.

 

AD ESEMPIO, COSA SIGNIFICA SOCIAL LENDING?

 

Social Lending” deriva dall’inglese e significa propriamente “prestare”. 

È una pratica nota anche come “peer-to-peer” (o P2P lending) ed in italiano viene definito “prestito tra privati”.

La traduzione italiana è quella che meglio ci fa capire di cosa stiamo effettivamente parlando: un prestito personale erogato da privati ad altri privati

Il tutto avviene tramite internet, sui siti di aziende come Prestiamoci. Da ciò ne consegue che non si passa attraverso i canali tradizionali, come istituti bancari.

EVOLUZIONE E CARATTERISTICHE DEL SOCIAL LENDING

 

Il Social Lending nasce nei paesi anglosassoni, in Gran Bretagna per la precisione. 

Zopa Ltd ha dato il via a questa pratica nel 2005 e, in poco tempo, ha conquistato anche gli Stati Uniti d’America e il resto dell’Europa.

Dopo la crisi finanziaria del 2008 e le successi politiche creditizie, questa pratica ha visto aumentare esponenzialmente il proprio successo, tanto che si stiamo che nel 2012 sia stato erogato più di un miliardo di dollari di prestiti.

 

IN PAROLE POVERE, COME FUNZIONA?

 

Esistono due figure principali, i prestatori e i richiedenti, cioè chi sceglie di investire il proprio denaro in un finanziamento e chi necessita di un prestito. Non essendoci intermediazioni, le condizioni offerte sono molto vantaggiose, per questo sempre più italiani si affidano a questa nuova formula.

Il richiedente fa richiesta per un finanziamento e, se possiede i requisiti di merito creditizio stabiliti da Prestiamoci, inserisce la domanda nel marketplace.

Allo stesso modo, il prestatore mette a disposizione un capitale, che viene suddiviso in quote. La suddivisione del capitale è un modo per far sì che i prestatori possano diversificare il proprio portafoglio, riducendo i rischi e ottimizzando i rendimenti.

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