08.01.2021 Prestatori

Perché scegliere una piattaforma di investimento italiana

La domanda più frequente nel settore del Peer to peer lending è: “Perché investire il proprio capitale in una piattaforma italiana anziché estera?”

 

 

Molti scelgono di investire nel p2p estero per una questione di tassi di interesse. Questo perché nello scenario estero circolano cifre che si aggirano intorno al 15%.

Allora perché investire con Prestiamoci?

Partiamo dicendo che Prestiamoci ha due autorizzazioni, una come finanziaria ed una come istituto di pagamento.

In quanto società autorizzata, è vigilata, controllata e regolamentata dalla Banca d’Italia. Scenario ben diverso da quello estero, in cui ci sono alcuni operatori che non utilizzano licenza, e naturalmente non sono regolamentati e vigilati. Parliamo di casi in cui queste società si sono rivelate pericolose, non solo per quello che offrivano, ma perché effettivamente dietro c’era un comportamento non corretto da parte dei gestori.

Inoltre Prestiamoci gestisce una piattaforma P2P in cui, caso unico sul mercato nazionale e internazionale, il gestore (cioè: la stessa Prestiamoci) investe a sua volta sui prestiti erogati insieme ai suoi investitori, avendo così un coinvolgimento e un diretto interessamento rispetto all’andamento del portafoglio. In buona sostanza: Prestiamoci guadagna solo se tutti i suoi richiedenti (o, almeno, la stragrande maggioranza) onorano il proprio debito.

Il risultato è un portafoglio estremamente solido e affidabile, in cui i default, in media, sono solo lo 0,4% del totale.

Come mai ci sono piattaforme estere che offrono rendimenti così alti?

Sottolineiamo il concetto che in genere “alti rendimenti portano anche rischi elevati”.

La piattaforma Prestiamoci genera prestiti che vanno dal 4% circa all’8,5% (questi tassi possono variare di molto a seconda del periodo dell’anno e delle condizioni medie del mercato), è quindi chiaro che avrai ampi rendimenti ma anche rischi molto diversi.

Prendiamo in esempio grandi piattaforme internazionali per capire che i rendimenti di grandi società estere, non sono poi diversi dai nostri. Parliamo di Zopa, una delle prime create nel mondo, o Prosper le cui cifre di rendimenti si aggirano intorno al 4,7%, e parliamo di aziende che generano 4/5 miliardi di prestiti all’anno.

Questo per dire che tutto dipende da che parte vuoi orientare i tuoi investimenti. 

Bisogna essere consapevoli del fatto che, quello che ti offrono è un rendimento potenzialmente raggiungibile, ma che sicuramente ha un rischio elevato. 

E tenere presente che in quel caso il tuo investimento può anche azzerarsi. 

Con Prestiamoci potrai avere un rendimento soddisfacente, oltre ad avere un maggior controllo dal punto di vista del rischio. 

Prestiamoci e la trasparenza Italiana 

Esistono varie tipologie di prestito, come ad esempio  “il brevissimo termine” (mercato assente in Italia), che consiste in un asset class molto diversa da quella di Prestiamoci, e che propone, prestiti con una durata media di 5 anni, le cui caratteristiche di analisi di chi accede alla piattaforma sono più approfondite. 

Ricordiamo anche che in Italia esiste un tasso anti usura che limita il rendimento dei prestiti, facendo sì che mercati esteri ti possano persuadere con un portafoglio che parta da tassi più bassi. Quindi il rischio che assumi non è tanto nell’erogazione del credito, ma anche connesso alle garanzie che la piattaforma è in grado di fornire in quanto regolamentata.  

In definitiva scegliere una società italiana come Prestiamoci può aiutarvi con l’aspetto fiscale (Prestiamoci è sostituto d’imposta) e darvi garanzia e trasparenza, che società estere con alte rendite potrebbe non darvi.

Inoltre ci sono dietro garanzie di banche italiane, customer care italiano, di supporto 24 ore su 24. Oltre che in un periodo storico tanto particolare, far girare i soldi nel nostro paese non potrebbe che essere la scelta migliore.

E in caso di patrimoniale? Grazie alle regole di Consob e Banca d’Italia, i conti correnti degli investitori sono segregati, cioè inattaccabili e impignorabili, proprio per difenderli da un eventuale default del gestore, ma, chiaramente, la protezione vale verso qualsiasi ente terzo...

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